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Cosa è una recumbent?
Le recumbent sono biciclette caratterizzate dalla posizione di guida
reclinata; il ciclista non è in bilico su uno stretto sellino ma è
comodamente seduto su un sedile anatomico, dal quale può godersi
un'esperienza di viaggio totalmente differente.
Le recumbent sono nate all'incirca nella stessa epoca della bici
"tradizionale" (fine 800). Sono biciclette comode e sicure, sia in
condizioni di
marcia - grazie al baricentro più basso hanno una migliore stabilità -
sia in sosta - quando ci si ferma i piedi raggiungono comodamente il
suolo, eliminando la necessità di utilizzare marciapiedi, pali del
semaforo e quant'altro per riuscire a restare in equilibrio...
La maggior parte delle persone trarrebbe maggiore vantaggio
dall'utilizzo di una recumbent che di una bicicletta tradizionale
(upright); ma allora perchè le recumbent sono poco diffuse rispetto alle bici
tradizionali? Per comprenderlo dobbiamo risalire nel tempo fino al
lontano 1933...
Il 7 luglio 1933, nel velodromo di Parigi, Francis Faure stabilì il
nuovo record di velocità per un veicolo mosso a pedali raggiungendo la
velocità media di 45,055 Km in un'ora. Guidava un veicolo molto simile
alle moderne recumbent.
La notizia ebbe ovviamente una grande risonanza nella stampa,
amplificata dalla considerazione che nessun ciclista riusciva ad
ottenere prestazioni di quel livello utilizzando una bicicletta
upright. Per un breve periodo di tempo tutte le competizioni
ciclistiche videro la netta supremazia delle biciclette recumbent, che
riuscivano a portare sul podio ciclisti anche non eccezionali dal punto
di vista fisico. Ci si chiedeva se quei velocipedi fossero da
considerare biciclette o no, se la competizione tra ciclisti su bici
tradizionali e recumbent avesse senso, alla luce del rendimento
nettamente superiore delle recumbent. Nell'aprile 1934 l'UCI
pose definitivamente fine alla disputa, bandendo ufficialmente le
biciclette recumbent dalle gare ciclistiche. Questa decisione non fu
mai revocata.
Non si saprà mai se questa decisione così drastica fu dettata da
semplici necessità tecniche (era necessario porre tutti i
ciclisti nelle stesse condizioni in modo da poter valutare unicamente
le capacità fisiche di ciascuno, mentre i ciclisti su recumbent
partivano già avvantaggiati a causa della superiorità tecnica del
mezzo) o dalle pressioni della lobby di fabbricanti e corridori di bici
tradizionali. Di fatto la decisione di bandire le recumbent dalle
competizioni determinò la morte della recumbent come prodotto
industriale, mentre le biciclette upright continuarono ad evolversi
partendo dalle piste per arrivare alla produzione di massa.
La bicicletta recumbent è rimasta così per decenni relegata alla
produzione hobbistica di pochi estimatori, fino agli anni '70 con la
grande crisi energetica; da allora l'intero settore dei veicoli a
propulsione umana ha vissuto una rinascita, che ai nostri giorni deve
ancora raggiungere il culmine. Le potenzialità delle recumbent, infatti, sono tutte ancora da scoprire...
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